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Aprile 2005

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Ecotur: gastronomia e turismo tra gli stand
Valeria Napoleone

All'Ecotour una giornata diversa, alla scoperta di terre sconosciute, assaporando del buon vino abruzzese e gustando le specialità gastronomiche locali.



Ecotur (Foto V. Napoleone)

Stand del Guatemala (Foto V. Napoleone)


Montesilvano (E.T.NEWS). Dal 22 al 24 aprile, il Palacongressi di Montesilvano ha ospitato circa 200 espositori dei più importanti marchi del turismo targato natura.
Un'ottima occasione per unire cibo genuino e curiosità su un'eventuale vacanza alternativa nei territori naturalistici e nei parchi protetti.
Numerosissimi gli stand dedicati alle regioni italiane, quali la Basilicata, terra fra due mari e teatro di natura, il Molise, il Lazio, l'Abruzzo e l'Umbria, cuore verde dell'Italia, terra tutta da scoprire non solo per i suoi affascinanti parchi naturali, ma anche per i suoi corsi d'acqua ed i numerosi eventi folkloristici previsti per quest'anno.
Particolare attenzione è stata dedicata alla regione Abruzzo, sede dell'evento, promossa non solo per il settore balneare, ma anche per quello culturale e naturalistico, sottolineato dalle bellezze naturali di un paesaggio incontaminato come il Parco della Majella.
Non mancavano di certo le mete europee e transoceaniche più gettonate, come il Venezuela, il Brasile, il Perù, i Caraibi, presentati sotto una diversa luce, non consumistica, ma piuttosto naturalistica.
La Spagna, ad esempio, attraverso Turespana (Ente del turismo spagnolo), promuove la sua offerta di turismo di natura e sportivo con il marchio della Spagna verde, che raggruppa le regioni dei Paesi Baschi, la Cantabria, le Asturie e la Galizia.
Un salto poi nell'atmosfera caliente di Cuba e più precisamente di Pinar Del Rio, provincia occidentale di Cuba dall'incantevole flora e fauna, che ospita due delle sei Riserve mondiali della Biosfera esistenti nell'isola.
Attira l'attenzione del visitatore lo stand dedicato al Guatemala, un paese in forte crescita turistica grazie ai nuovi collegamenti aerei realizzati di recente.

Non c'è che dire, nulla di meglio di una bella passeggiata virtuale fra le varie località del mondo, accompagnati da un buon bicchiere di vino rosso, tartine al tartufo, formaggi e salumi da degustare a volontà negli appositi stand di esposizione e vendita.



Stand della gastronomia abruzzese
(Foto V. Napoleone)

Stand Città del Vino
(Foto V. Napoleone)

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Svizzera: capolavori della pittura francese a Martigny
A.D.



Boucher, Jupiter et Callisto, 1744
(foto ussearte)

Manet, Boucheron (le bar), 1882-83
(foto ussearte)

Martigny - Nella prossima estate la Fondation Pierre Gianadda di Martigny (Svizzera, Canton Vallese) presenta la mostra "Capolavori della pittura francese nella collezione del Museo statale di Belle Arti Pushkin di Mosca“.
Si tratta di una selezione d’opere compiuta all’interno della collezione del museo, con l’intento di documentare la produzione dei maestri francesi al massimo livello possibile. La mostra copre tre secoli dell’evoluzione della pittura in Francia e comprende 53 opere: dalle composizioni classiche di Nicolas Poussin e Claude Lorrain, appartenenti al XVII secolo, fino al cubismo di Pablo Picasso dell’inizio del XX.
Nel quadro storico definito per la mostra, sono proposte opere fondamentali della carriera artistica dei singoli maestri, ma nello stesso tempo è ricostruita l’arte francese nel suo insieme. Opere di Charles Lebrun, Sébastien Bourdon, Charles de La Fosse e Jean-François de Troy illustrano le diverse tendenze della metà e degli ultimi decenni del XVII secolo. Sono inoltre presenti dipinti mitologici di François Lemoyne, François Boucher, Charles-Joseph Natoire, maestri riconosciuti del rococò del XVIII secolo, e opere di Louise-Elisabeth Vigée-Lebrun, Hubert Robert, Louis-Léopold Boilly, che documentano l’atmosfera del neoclassicismo francese che si sviluppa a cavallo dei due secoli. La prima metà del XIX secolo è rappresentata dai magnifici paesaggi di Jean-Baptiste Camille Corot e dei maestri della Ecole de Barbizon.

La seconda parte della mostra, che copre la seconda metà del XIX secolo, fino agli inizi del XX, ha una qualità del tutto eccezionale. Comprende opere di quasi tutti i grandi pittori dell’epoca: Edouard Manet, Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir, Edgar Degas, Camille Pissarro, Alfred Sisley, Vincent Van Gogh, Paul Gauguin, Paul Cézanne, Maurice Denis, Henri Matisse, Albert Marquet, Pablo Picasso, André Derain. È questa la parte della collezione più nota all’estero.

La collezione di opere francesi del Museo Pushkin conta più di 700 opere. È composta di tele provenienti da diverse collezioni alcune delle quali cominciarono a formarsi nel XVIII secolo, epoca in cui la lingua e la cultura francese occupavano un posto molto importante nella vita della nobiltà russa. La stessa imperatrice Caterina II collezionava con passione la pittura francese, seguendo i consigli del gran conoscitore d’arte Denis Diderot. Il suo esempio fu seguito da illustri rappresentanti dell’aristocrazia russa: gli Yussupov, i Golitsin, gli Shuvalov. La tappa successiva nella storia del collezionismo dell’arte francese è legata agli ambienti di colti mercanti d’arte. La celebre collezione di Sergei Tretiakov, che si interessava soprattutto dell’arte dei maestri dell’Ecole de Barbizon, ha contribuito notevolmente ad arricchire questa parte della raccolta del museo. La parte fondamentale della collezione della pittura francese della seconda metà dell’Ottocento-inizio Novecento è stata costituita, invece, grazie all’entusiasmo di Sergei Šchukin e di Ivan Morozov, che acquistarono opere di artisti d’avanguardia di questo periodo. Šchukin acquistò con una passione tutta particolare dipinti di Claude Monet, Paul Gauguin, Henri Matisse, Pablo Picasso, mentre Ivan Morozov preferiva le tele di Auguste Renoir, Camille Pissarro, Alfred Sisley, Paul Cézanne, Maurice Denis. Provenienti dalla collezione Šchukin si potranno ammirare in mostra il Portrait du docteur Rey di Van Gogh, Les fruits, Eh quoi! Tu es jalouse ? e Tahitiens dans la pièce (Jour de repos) di Paul Gauguin, la Dame à l’éventail e Le violon di Picasso; dalla collection di Morozov Au café à Arles di Paul Gauguin, La Grenouillère e Portrait de l’actrice Jeanne Samary di Auguste Renoir, Les baigneurs e L’homme à la pipe di Paul Cézanne, la Gelée à Louveciennes e Jardin d’Hoschedé. Montgeron di Alfred Sisley.

Il catalogo della mostra riproduce a colori tutte le opere esposte ed è introdotto da testi di Irina Antonova, direttrice, e di Anna Sulimova Alexey
Petukhov, conservatori del Museo Pushkin.

Info:

Dal 17 giugno al 13 novembre 2005. Tutti i giorni dalle 09 alle 19.00.
Il biglietto di ingresso (Fr. 18.- / € 12,00; terza età: Fr. 16- / €  11,00; famiglie: Fr. 38.- / € 25,50; bambini oltre 10 anni e studenti: Fr 11.- / € 7,50. Gruppi: adulti Fr. 13.- / € 9,00; terza età: Fr. 11.- / 7,50; bambini/studenti Fr. 6.- / € 4,00) consente di visitare anche:

la Collezione Franck,
il Parco delle sculture
il Museo gallo-romano
il Museo dell’automobile
e le mostre
87 fotografie di Marcel Imsand (nel Foyer della Fondation)
Léonard de Vinci, L'inventeur (nel Vieil Arsenal)

Per chi giunge a Martigny in auto attraverso il tunnel del Gran San Bernardo, il pedaggio di ritorno in Italia, dietro presentazione della ricevuta di andata e di un biglietto di ingresso alla Fondation Gianadda, è gratuito.


Informazioni : 0041.27.7223978 (in Italia: 031.269393). 
Sito internet della Fondation Pierre Gianadda: www.gianadda.ch

Ufficio stampa: uessearte via Natta 22 Como
tel. 031.269393 - fax 031.267265 e-mail: info@uessearte.it www.uessearte.it




Gauguin,(Eh quoi, tu es jalouse?), 1892
(foto ussearte)

Picasso, Espagnole,
(foto ussearte)

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Merano: profumi, colori e piante velenose nei Giardini di Sissi
L.M.



Merano: i Giardini di Sissi
(foto Alto Adige Marketing)

L'Imperatrice Sissi
( foto M. De Biasi - Alto Adige Marketing)


Merano - I Giardini di Sissi, ai piedi di Castel Trauttmansdorff a Merano, si sono risvegliati dopo il lungo letargo invernale. Con l'arrivo della primavera, i centomila nuovi bulbi di tulipani, narcisi e muscari colorano le aiuole attorno al castello. Profumi intensi si sprigionano dalla sezione del parco chiamata i "Giardini del Sole".

Castel Trauttmansdorff ha ospitato molte volte Sissi, l'Imperatrice d'Austria, che amava sostare sulla terrazza del castello e sedere su una panca (ricostruita di recente), grandiosa come un trono, per ammirare la vista sui Giardini.

L'architetto Matteo Thun ha edificato una spettacolare piattaforma a forma di gigantesco binocolo puntato sulla conca di Merano. Una ripida rampa porta alla piattaforma, dall'alto della quale il visitatore ha l'impressione di spiccare un volo.

Nel Giardino delle Streghe sono coltivate le piante medicinali e velenose della tradizione. Naturalmente quest'area può essere visitata solo se accompagnati da una guida esperta.

Info:

www.giardinidisissi.it
www.suedtirol.info


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Perugia una città - museo fra passato e presente
Ivana Tamai

Nella ricca offerta culturale del capoluogo umbro un posto speciale spetta a Palazzo della Penna, il museo della città dal Barocco al Novecento, che dedica particolare attenzione all’arte contemporanea e che, fino al 29 maggio, ospita una mostra dedicata a Mario Consiglio.



G.Dottori

G.Dottori, Veduta aerea del Lago Trasimeno


Perugia (E.T.news) - Perugia Città Museo è il logo di un progetto di biglietto integrato e abbonamento per migliorare e facilitare la fruizione dei beni culturali di questa piccola ma splendida città. Dalla Rocca Paolina al Museo Nazionale dell’Umbria, dal Pozzo Etrusco a Palazzo della Penna, Perugia vanta una delle più alte concentrazioni di beni culturali situati in una città di dimensioni relativamente piccole. Tutto qui è “a portata di mano” e ciò consente di ottimizzare al massimo anche una semplice gita domenicale. Un classico esempio è Palazzo della Penna che in una sola giornata offre stimolanti opportunità turistico - culturali.
Situato nel centro storico fra la Rocca Paolina e il Convento di San Domenico (sede del Museo Archeologico Nazionale) Palazzo della Penna è un’imponente residenza gentilizia del Cinquecento che conserva testimonianze dell’età etrusco - romana fino al Novecento ben evidenti nella sua struttura architettonica stratificata.
Recentemente ristrutturato il palazzo ospita un museo che si sviluppa in un percorso espositivo dal Barocco al Novecento articolato in quattro aree collocate su tre differenti livelli.
La visita inizia dal seminterrato dell’edificio, fino ad oggi quasi inutilizzato, dove sono esposte le opere che Joseph Beuys realizzò a Perugia nell’aprile del 1980: sei grandi lavagne che raccontano per immagini l’estetica dell’artista tedesco. Un’arte estesa ad ogni aspetto della vita, dove ogni artista partecipa ad una collettiva “scultura sociale”.
Restando nel seminterrato la seconda tappa del percorso espositivo tocca inaspettatamente il Barocco romano con la preziosa collezione Martinelli : opere di piccolo formato (disegni, medaglie, sculture) fra le quali spiccano alcuni bozzetti di Gian Lorenzo Bernini.
Salendo nei saloni affrescati da Antonio Castelletti nel 1812 la sezione ottocentesca merita un’attenta visita. Si tratta di una parte del vasto patrimonio di pitture e sculture provenienti dall’Accademia di Belle Arti di Perugia, temporaneamente ospitate a Palazzo della Penna e dunque fruibili anche dai non addetti ai lavori. Si tratta di 5 sale suddivise secondo un criterio tematico che raccontano l’evoluzione della didattica e del rapporto fra maestro e allievi dell’Accademia. Così fra un olio di Annibale Brugnoli e un calco di gesso di Antonio Canova o di Berthel Thorvaldsen si prefigura quello che potrebbe divenire il tanto auspicato museo dell’Ottocento.
La quarta e ultima area espositiva è dedicata al Novecento con i dipinti di Gerardo Dottori, maestro futurista umbro legato a Tommaso Marinetti che sperimentò con successo l’aeropittura. La mostra è completata da un’ampia sezione documentaria: lettere, note critiche, pannelli didattici, video e filmati d’epoca.
Infine da vedere, fino al 29 maggio, “Targets” la mostra dedicata alle opere di Mario Consiglio. I suoi lavori, a metà strada fra scultura e pittura, utilizzano materiali inediti come lycra, cuoio, gommapiuma : una sorta di arte tattile caratterizzata da un uso del colore che rende davvero inconfondibili le opere di questo giovane artista di origine pugliese ma perugino di adozione.
Questa ed altre mostre dedicate all’arte contemporanea saranno, nei prossimi mesi, il tratto distintivo della vocazione museale di Palazzo della Penna, un polo culturale capace di ridefinire costantemente il proprio presente nella splendida cornice del suo glorioso passato.

INFO:
www.comune.perugia.it
Informazioni : Marina Bon Valsassina - tel. 39 075 577 28 29
Prenotazione visite guidate: Sistema Museo - infoline 199 194 114
Orario : da mercoledì a lunedì 10.00-13.00 / 15.00-17.30 (chiuso il martedì).

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